Chiesa Madre Gangi

Chiesa della Badia (sec. XVIII)


Oratorio S. Pietro


La Chiesa della Badia è una delle più antiche della cittadina di Gangi, con facciata in pietra e accesso protetto da una cancellata in ferro battuto risalente al 1700.

La costruzione originale risale al XIV secolo, quando nacque come Oratorio di S. Pietro, affidato ai Benedettini di Gangi Vecchio. Ricordiamo che, in questo territorio, l’Ordine Benedettino ha avuto un ruolo non indifferente, sia di proselitismo che di conservazione del patrimonio culturale storico-documentario, lasciando profonde tracce sulle Madonie e in particolare a Gangi, dove, in età medievale, sorse l’influente monastero di Gangi Vecchio, il quale, per Statuto, aveva diritto di esprimere un proprio rappresentante nell’antico Parlamento del Regno di Sicilia.Essa è stata annessa all’antico monastero benedettino, ora edificio scolastico reso tale in epoca fascista, e sorge in Piazza S. Paolo, con ingresso in via Castello.

Nel secolo XVI, alla Chiesa venne affiancato un ampio monastero femminile intitolato a S. Pietro, che divenne così la Badia delle monache benedettine. Nel 1729 iniziano importanti lavori diretti a modificare strutturalmente l’antica chiesa, sulla base del progetto dell’arciprete Don Cataldo La Punzina, esperto architetto e anche procuratore, lavori che egli realizzò su incarico delle monache di S. Benedetto, allora guidate da Donna Antonina De Salvo, Badessa dell’annesso monastero.

Possiamo affermare che la Badia di Gangi rappresenta un gioiello dell’architettura del 1700, in cui lo stile prevalente è quello dorico. Entrando nello spazio sacro della Badia, si viene immediatamente colpiti dall’ampia cantoria, chiusa da una grata ferrea dorata con motivi a fiori intrecciati, che le monache utilizzavano come parlatorio con i visitatori, in cui si trova anche una porticina dalla quale le religiose di S. Benedetto ricevevano la comunione; sotto la grata vi è ancora un cassettone ampio attraverso cui le persone facevano giungere al monastero doni ovvero anch’esse ne ricevevano in cambio.

Questa grata è sormontata da un grazioso organo a canne (sec. XVIII), incastonato nella parete, anch’esso custodito da una cassa tutta rivestita in oro.     Le pareti laterali dell’unica navata sono ornate da lesene decorate con stucchi e oro con due altari laterali dipinti simmetricamente.

Sull’altare maggiore una grande tela ad olio che raffigura i Santi Pietro e Paolo.

Nel soffitto, finemente affrescato da Giuseppe Crestadoro nel 1796, è possibile ammirare S. Simeone, sulla volta del presbiterio il magistero di Pietro, mentre sulla navata centrale si possono ammirare tre affreschi: nel primo Gesù consegna le chiavi a Pietro, nel secondo la Trinità con l’apostolo Pietro, nel terzo S. Pietro e l’angelo.

Ai lati dell’affresco centrale si notano, a sinistra, S. Benedetto che porge le Regole alle monache e, a destra, lo stesso santo che riceve l’omaggio del re.

Agli angoli della volta quattro affreschi raffiguranti la Fede, la Speranza, la Carità e (forse) la Giustizia; in fondo alla volta la firma   dell’autore “Joseph Crestadoro pinxit A. 1796”.

Sempre all’interno dell’unica ampia navata possiamo ammirare diverse opere d’arte di magnifica fattura, come il grande Crocifisso ligneo, la tela delle Pie donne e S. Giovanni evangelista, la tela raffigurante S. Benedetto, S. Mauro, S. Placido e Santa Scolastica, la tela del Martirio di S. Bartolomeo, la tela raffigurante la Sacra Famiglia con Sant’Elisabetta, S. Giovanni Battista e Zaccaria.

La presenza di alcuni paramenti liturgici e di vasi sacri di un certo pregio, nonché di due antiche e preziose sedie presidenziali, rimandano a un periodo storico di grande splendore che, sicuramente, faceva della Badia, e soprattutto del monastero benedettino, un punto di riferimento per Gangi e per tutto il territorio delle Madonie. Di certo la Badia era un faro di religiosità e di promozione della spiritualità benedettina. Su questa vetusta chiesa la Municipalità di Gangi esercitava il “Diritto di Patronato”, nel senso che contribuiva alle spese della Chiesa.

Tutta la chiesa, sia dal punto di vista dell’impianto architettonico che di quello iconografico, risulta un vero gioiello d’arte, in cui i fregi, come i colori caldi e tenui nello stesso tempo, infondono in chi vi si reca pace e armonia.      

La stessa pavimentazione in ceramica siciliana secondo lo stile settecentesco, rifatta fedelmente su quella antica negli ultimi lavori di restauro che durarono dal 1965 al 2001, attira lo sguardo del visitatore, il quale intuisce di trovarsi all’interno di un tempio sacro che richiama tempi remoti, quando la Fede veniva tradotta in opere d’arte che rimandavano al volto luminoso del Dio tre volte Santo e con cui ogni arte nobile apre il cuore e la mente dell’uomo all’infinito divino.

Possiamo ben dire che la Badia appartiene a quei luoghi, opera delle mani dell’uomo, che introducono alla vera Bellezza da cui tutto prende vita e origine e a cui tutto l’universo tende.

 

A cura dei Volontari Gruppo “Pietre Vive” della Madrice di Gangi