Chiesa Madre Gangi

Cripta dei preti morti - Notizie utili


All’interno della Chiesa Madre si trova una Cripta ove si conservano le spoglie mummificate di diversi sacerdoti. In paese la Cripta è soprannominata a fossa di parrini”.  Essa consta di due ampi saloni adiacenti ed in comunicazione con i sotterranei bui della Chiesa, oggi chiusi, un tempo anch’essi adibiti a sepolture. Nella zona interna della Cripta è fruibile un colatoio, dove erano posizionati i cadaveri per la disidratazione, l’essiccamento e il drenaggio dei liquidi. I corpi sono mummificati secondo la pratica dell’essiccazione naturale. Alla conclusione del trattamento i sacerdoti veniva rivestito dei paramenti sacerdotali. La testa, cerata per una migliore conservazione, è staccata dal corpo e fissata con un bastone. Sopra ogni nicchia che custodisce le mummie, per il riconoscimento, vi è collocata una targhetta con nome, data del decesso e un sonetto, che ne sintetizza l’operato nel corso della vita terrena. Durante la sistemazione della Cripta effettuata nell’estate del 2013 dal Gruppo “Pietre Vive” guidato dal parroco, in una cassa sono state rinvenute delle divise di pregiata fattura e in ottimo stato di conservazione risalenti con probabilità alla seconda metà del 1800, appartenenti alla Confraternita che gestiva la conservazione dei corpi, assieme a un telo rettangolare di cuoio con sei impugnature. Tutto questo veniva usato per il trasporto della salma dalla Cripta in Chiesa per la celebrazione delle esequie.

La “ fossa di parrini” è una particolare sepoltura di preti e arcipreti che hanno svolto le loro funzioni religiose a Gangi tra il 1728 e 1871 circa. Anche il corpo dell’illustre sacerdote, poeta e medico, Giuseppe Fedele Vitale, autore della “Sicilia liberata”, segretario dell’ “Accademia degli Industriosi di Gangi”, è qui tumulato. La sua presunta bara, a differenza delle altre, durante i lavori di sistemazione è stata trovata chiusa con due lucchetti, forse perché, suicida, non meritava la risurrezione.

Poco prima di accedere alla Cripta, sulla parete in cima alla scalinata si legge la seguente scritta: scendete o vivi a visitar la morte, pria che la morte a visitar voi scenda. Fu sempre bene prevenir la sorte”. E’ l’invito rivolto ai fedeli alludendo sì alla visita materiale, ma soprattutto è un invito di ordine spirituale. Entrando nella Cripta ci si trova in un androne, già antica sede della Confraternita del Rosario, dove si possono ammirare degli affreschi del 1735 che riproducono i Misteri dolorosi e gloriosi del Rosario. Poi si entra in un salone di cui una parete è occupata da un altare con  un dipinto su tela raffigurante la deposizione.  Dal lato opposto, dentro le nicchie ritte in piedi si trovano mummie sostenute da un palo non visibile, in  veste da prete con cotta, stola e berretto nero a punte sul capo. Alcune in perfetto stato di conservazione, altre dal volto corroso e talora rivestito di cera. Sopra le nicchie, su solide mensole, sono disposte delle casse contenenti le spoglie dei parroci e degli abati.

In questa sepoltura giace un altro grande gangitano D. Cataldo Lucio Buongiorno. Da notare la lapide che un tempo era posta nella sepoltura dei frati, recante la scritta che è un misto tra dialetto gangitano e latino: “amico ‘ppi cortesia dimi un pater et Ave Maria”. Questa come le sepolture in tutte le chiese furono chiuse a fine 1800, quando furono istituiti in ogni comune i cimiteri, che per legge dovevano essere ubicati fuori dell’abitato. E’ auspicabile che l’inserimento di questo nostro bene nel percorso Salvalarte madonie, ed il progetto per la conservazione delle mummie diretto dal Dr. Dario Piombino-Mascali , Ispettore Onorario per il Patrimonio Bioantropologico Mummificato-Regione Siciliana, possano servire da stimolo per il recupero ed un’adeguata fruizione, consapevoli come siamo che il tempo e l’incuria di chi nei secoli avrebbe dovuto garantirne l’incolumità, lentamente corrode  e distrugge le mummie qui ancora esistenti.

 

A cura del Gruppo Parrocchiale Volontari  “PIETRE VIVE”