Chiesa Madre Gangi

San Cataldo - Notizie storiche


La chiesa di San Cataldo è un’antica chiesa, sorta probabilmente in epoca medievale (prima metà XIV secolo) al termine del corso Giuseppe Fedele Vitale; nei primi anni del 700 la chiesa fu protagonista di una serie di trasformazioni architettoniche e artistiche che ne cambiarono il volto.

Il santo titolare di origine irlandese ma “importato”all’epoca della conquista normanna dell’isola e la concezione basilicale a tre navate scandite da colonne facevano di questo semplice edificio religioso uno dei più significativi templi della devozione popolare, dove sull’altare maggiore si trova la statua del Santo Vescovo del 1598.

In età tarda, San Cataldo divenne Protettore del Borgo, la cui festa si celebra il 10 Maggio. Dall’angolo anteriore sinistro del tempio, si eleva il campanile, sormontato da una guglia conica maiolicata.

La facciata di prospetto dà sulla piazzetta ed è ornata di portale, su cui è incisa la data di restauro dello stesso 1884.

All’interno della chiesa, troviamo una navata mediana , e due navate laterali; nella volta è presente un complesso decorativo artistico con tre affreschi, realizzato dall’artista palermitano Tommaso Pollaci, sulla navata centrale, raffiguranti: San Cataldo in atto di rendere la vista ad un cieco, la gloria del santo, ed il terzo miracolo della resurrezione dell’operaio.

L'affresco superstite è di Crispino Riggio che mostra in una cornice circolare una figura femminile in bianche vesti e avvolta da un verde mantello, assisa sulle nubi e dall’apparente aspetto di donna gravida: alla sua destra su di un fuoco acceso è il sacrificio di un agnello mentre un angelo reca in mano una scure. Simbolicamente, la figura potrebbe rappresentare la Chiesa in una visione forse apocalittica tratta dalle Sacre Scritture. Attorno al grande medaglione centrale quattro sfondati architettonici con balaustre sormontate da vasi di fiori (in parte rifatti nell’Ottocento) completano il dipinto.

La volta che copre il presbiterio presenta invece un affresco del pittore Crispino Riggio datato alla metà del Settecento.

All’interno della chiesa troviamo Il miracolo dei Diecimila Martiri del 1619, opera del famoso Giuseppe Salerno e La Madonna degli Agonizzanti realizzata da Filippo Quattrocchi.

Il simulacro del Santo fino ad alcuni anni prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale, era portato in processione il giorno della vigilia della festa , il giorno della festa e il lunedì, l’ indomani della Pentecoste, in occasione della festa dello Spirito Santo. In queste tre uscite la statua, portata in processione a spalla , attraversa tre percorsi diversi e visita tutte le chiese del centro abitato e il Santuario dello Spirito Santo; curioso il fatto che il giorno della festa dello Spirito Santo, la statua di San Cataldo è l unica che fa ritorno nella sua chiesa trasportata sulle spalle a piedi.

Sul lato della navata di destra vi è una bellissima statua in marmo di scuola gaginiana, rappresentante S.Cataldo. Accanto al fonte battesimale vi è la statua dell’Addolorata a cui i fedeli sono particolarmente legati e che viene portata in processione nella solenne processione del Venerdì Santo. Nel grande salone posto al lato sinistro del grande portone d’ingresso della Chiesa, si trova l’Oratorio parrocchiale dedicato a San Giovanni Bosco. Anche questa chiesa nel passato era adibita al seppellimento dei morti.