Chiesa Madre Gangi

Feste annuali celebrate presso il Santuario dell Spirito Santo


 

Il Santuario dello Spirito Santo da secoli è meta di quanti cercano pace e ristoro alle loro fatiche Il pellegrino che vi giunge è avvolto dal silenzio e soprattutto dalla presenza dell’Amore di Dio, che con la forza dello Spirito Santo l’avvolge e lo illumina. Tante volte i fedeli vengono di proposito al Santuario per chiedere e ringraziare, facendo suonare la campana grande.

Il culto attorno alla sacra icona custodita nel Santuario, per tutti gli abitanti riveste una grandissima importanza. Da sempre è il punto di riferimento di ogni gangitano, che mentre porta  avanti il suo lavoro, non si dimentica di entrarvi per sostare in silenziosa preghiera ed invocare lo Spirito: “Santu Spiritu Vui viniti/ e stu cori riempiti,/ di lu Vostru Santu Amuri/ ora, sempri e tutti l’uri”. Da secoli il popolo gangitano lo ha riconosciuto suo Patrono e Protettore. La Festa  principale viene celebrata il Lunedì di Pentecoste, e a preparare i fedeli a questa solennità, oltre alle 6 feste, vi sono anche inserite delle preghiere tradizionali alle quali sono tutti particolarmente legati. Esse sono: “i setti iuvi allo Spirito Santo” e “I nuveni o Spiritu Santu”.

Il cuore di tutte le feste è la terza persona della SS Trinità, che viene invocata e celebrata con solennità e grande partecipazione di popolo. E’ lo Spirito che rinnova la faccia della terra e soprattutto il cuore dell’uomo rendendolo capace di rispondere alla sua vocazione.

Le Feste che vi si celebrano sono una preparazione alla Pentecoste facendoci percorrere un itinerario che ci conduce e ci introduce al Mistero Pasquale il cui frutto è il dono dello Spirito.

Ogni festa viene celebrata secondo un preciso programma. La mattina il Comitato della festa porta in processione dalla Chiesa Madre al Santuario “l’occhio dello Spirito Santo”, poi vengono celebrate tre Messe e il tutto si conclude con la solenne processione col SS.mo Sacramento davanti al sagrato del Santuario e la benedizione di tutta la Comunità.

 

1° Festa ( seconda domenica di febbraio)

Comunemente viene chiamata dal popolo “la festa del Terremoto” e se si chiede ai fedeli quasi tutti rispondono che è una festa di ringraziamento allo Spirito Santo per aver salvato Gangi da varie calamità come dal terremoto. In verità essa  ricorda l’evento della Pentecoste, quando lo Spirito Santo viene donato da Gesù risorto agli Apostoli, riuniti nel cenacolo. Dice Luca negli Atti:Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano” (Lc 2,2).

 

2° Festa ( quarta domenica di Quaresima)

Questa festa in dialetto viene detta “Festa di rosi” che non significa Festa delle rose ma vuole indicare il colore liturgico, il rosaceo, che si usa in questa domenica. In seguito alla riforma del 1969 il colore rosa è divenuto facoltativo. Oggi, come in passato, può essere utilizzato durante le celebrazioni della Domenica Gaudente  (la terza domenica del tempo di Avvento e della Domenica Laetare la quarta domenica del tempo di Quaresima). Queste domeniche sono infatti considerate una breve sosta nel cammino di penitenza e di attesa che i tempi richiedono, con la possibilità anche di interrompere il lungo digiuno. Il colore si collocava infatti a metà fra il violaceo, simbolo di penitenza, e il bianco delle celebrazioni di festa.

 

3° Festa ( prima domenica dopo Pasqua)

Liturgicamente questa Festa cade nella prima domenica dopo Pasqua (Domenica in Albis) in dialetto detta “Domenica nuvedda” La locuzione latina in albis (vestibus), tradotta letteralmente, significa in bianche (vesti). Ai primi tempi della Chiesa, infatti, il battesimo era amministrato durante la notte di Pasqua, e i battezzandi indossavano una tunica bianca che portavano poi per tutta la settimana successiva, fino alla prima domenica dopo Pasqua, detta perciò "domenica in cui si depongono le vesti bianche" ("in albis depositis").

 

4° Festa ( quarta domenica dopo Pasqua)

Questa quarta Festa, che cade la quarta domenica di Pasqua, è animata dal Sodalizio di Sant’Isidoro composto da diversi allevatori. Sant’Isidoro, la cui immagine è custodita nel Santuario, è il protettore degli animali e viene festeggiato dalla comunità proprio in questa domenica. Il sabato sera tutto il Sodalizio porta “il palio” (stendardo) di San Isidoro in processione dalla Chiesa Madre al Santuario. Il giorno della festa, di buon mattino, viene portato un buon numero di mucche nel terreno di proprietà del Santuario per essere benedetti con la reliquia del Santo dopo la solenne processione eucaristica.

 

5° Festa ( quinta domenica dopo Pasqua)

La 5° Festa che si celebra al Santuario è collocata la quinta domenica dopo Pasqua, e ad animarla erano i calzolai di Gangi che avevano come loro protettori i Santi Crispino e Crispiniano. Liturgicamente questi Santi vengono celebrati il 25 ottobre. Attualmente il mestiere del calzolaio è quasi scomparso per cui è il Santuario stesso che provvede all’organizzazione della festa.

Sono due martiri che in passato godevano di molta popolarità, come del resto avveniva per tutti i santi protettori dei mestieri e delle attività artigianali. San Crispino e Crispiniano, stando a quanto si dice nei racconti agiografici, erano due fratelli di origine romana appartenenti ad una famiglia altolocata che ad un certo punto della loro vita decisero di farsi cristiani e di dedicarsi al Signore diffondendo il Vangelo e così, secondo la tradizione, di giorno predicavano e pregavano Gesù Cristo mentre di notte lavoravano per vivere. Come mestiere scelsero, umilmente, di fare i calzolai.

 

6° Festa ( domenica precedente alla Pentecoste)

La Festa dell’Ascensione è la penultima che si celebra in Santuario, la domenica antecedente alla solennità di Pentecoste. L’Ascensione di Gesù al Cielo, è la grandiosa conclusione della permanenza visibile di Dio fra gli uomini, preludio della Pentecoste, inizia la storia della Chiesa e apre la diffusione del cristianesimo nel mondo.

 

 

7° Festa ( domenica e lunedì di Pentecoste)

E’ la solennità di Pentecoste il cuore della vita del Santuario, in particolare il lunedì di Pentecoste.. In questi due giorni l’intera popolazione si riversa al Santuario luogo di preghiera e di festa, invocando lo Spirito Santo riconoscendolo sorgente e fonte di santità.

Nella mattinata di Pentecoste è la Chiesa Madre il luogo religioso frequentato dai gangitani, che poi nel pomeriggio si riversano al Santuario dove si celebrano i Vespri e si partecipa alla fiaccolata a piedi fino a raggiungere la Madrice.

Il  lunedì di Pentecoste, Gangi festeggia con grande maestosità lo Spirito Santo iniziando la prima S Messa alle ore 6,00.  Nel pomeriggio alle ore 16,30 ha inizio la Solenne processione di circa 40 statue di Santi portate a spalla dai fedeli devoti. Il corteo parte dalla chiesa Madre e raggiunge il santuario dello Spirito Santo dove nello spiazzale antistante si svolgono i cosiddetti  “miraculi”. In questi Santi i fedeli si riconoscono, si identificano e sono per loro i modelli della vita evangelica realizzata. Arrivati nello spiazzale del Santuario i Santi esprimono il loro giubilo e la loro letizia avanzando rapidamente riconoscendo così lo Spirito Santo l’artefice della loro santità, nel ringraziarlo indicano a tutto il popolo che è Lui, lo Spirito, che ci permette di vivere da creature nuove ed è Lui che ci ricorda che la meta del nostro pellegrinaggio è il cielo, la celeste Gerusalemme, dove potremo vivere tra gli angeli e i Santi  godendo e contemplando il volto luminoso di Dio Padre che Cristo ci ha rivelato e che lo Spirito ci ricorda durante il nostro pellegrinaggio terreno.

 

Festa Madonna  della Divina Provvidenza ( terzo sabato di ottobre)

Alla fine dell’800 nel lato destro del Santuario è stata realizzata la Cappella della Madonna della divina Provvidenza il cui altare in marmi policromi custodisce la tela omonima opera del frate minore ritrattista Pasquale Sarullo che porta la data 1862. Tutta la gente di Gangi è molto legata a questa cara immagine e manifesta tutt’oggi una sentita devozione, la sua festa si celebra il terzo sabato di ottobre, preceduta dal triduo.