Chiesa Madre Gangi

Storia del Santuario


di Valentina Ragona

 

Le origini del Santuario dello Spirito Santo sono incerte e le prime notizie storicamente documentate si rinvengono a partire dal XVI sec.

Oltre alle origini storiche la popolazione gangitana è particolarmente affezionata ad una leggenda che spiega la nascita del Santuario e dell’omonimo culto; codesto racconto vuole che nella prima metà del seicento un contadino sordomuto fosse intento a scavare un pozzo proprio nel luogo dell’attuale chiesa e che nel corso di tali lavori abbia colpito un masso che si levava dal terreno. L’uomo contestualmente al colpo inferto,  nota che dal masso urtato scorga del sangue,  avvicinatosi, nota che su di esso vi è anche il dipinto di una figura e che il sangue in questione interessasse proprio il sopracciglio della stessa. Il contadino quindi corse in paese annunciando l’evento, destando anche lo stupore dei suoi compaesani dato che egli aveva anche iniziato a parlare, per cui poteva parlarsi di un doppio miracolo. Data l’importanza dell’evento le cariche ecclesiastiche decidono di trasportare il masso miracoloso presso la Chiesa principale nel cuore del borgo. Si racconta però che i buoi che dovevano trasportare il masso non sarebbero riusciti a spostarlo da quel luogo e così si decise di edificare una chiesa presso quel luogo miracoloso al fine di collocarvi quell’immagine.

Passando invece ai dati storici è emerso che sotto l’attuale immagine dello Spirito Santo ubicata nell’abside, è stato rinvenuto un affresco di autore ignoto che è stato datato tra il XII e il XIII secolo. Occorre anche segnalare che sempre nello stesso periodo era presente un crocevia di strade ai piedi del Monte Marone e che qualcuno probabilmente sulla scia del’importanza dell’infrastruttura,  decise di far edificare un’edicola votiva (in dialetto detta Tribunedda) che contenesse l’immagine di Cristo Pantocratore, come quella di Palermo, Monreale, Cefalù.

Sono state avanzate inoltre delle teorie circa la precedente natura della Chiesa, infatti si pensa che inizialmente essa fosse stata dedicata a Santa Caterina d’Alessandria e la tesi è avvalorata dal fatto che è presente una vicina contrada dalla titolazione “Santa Caterina”.

Dopo la peste del 1575 nel 1576 la piccola chiesetta di Santa Caterina venne ricostruita nel 1576 ed i lavori vennero affidati al maestro Gaspare Bonanno, infatti tutt’ora nella parte interna basamento sinistro del portale notiamo la scritta “MA FECIT ANDREA BONANNO”.

Proprio nello stesso periodo si insediarono a Gangi i frati cappuccini i quali contemplavano il culto dello Spirito Santo, si pensa infatti che grazie alla loro attività di proselitismo si sviluppò questa devozione a Gangi.

 Un evento particolarmente significativo per il Santuario, fu il mutamento iconografico dello Spirito Santo. Il Cristo pantocratore, originariamente presente infatti divenne sempre più simile all’ Eterno Padre, la cui immagine è sovrastata da un triangolo equilatero che richiama il concetto della Santissima Trinità e le credenze attribuiscono questo lavoro di pittura a Gaspare Vazzano, anche se nella realtà non vi sono riscontri storici per avvalorare tale tesi.

 Volendo inoltre interpretare l’attuale immagine posta sull’altare del Santuario possiamo affermare che lo Spirito Santo rappresenta la Santissima Trinità: in particolare il  Padre è rappresentato nelle sembianze umane, il Figlio è riprodotto nel volto della figura e lo Spirito Santo è indicato dalla colomba; la tesi è convalidata dal triangolo agostiniano e dalle tre dita aperte della  mano destra. Occorre focalizzare l’attenzione sul testo che riporta il libro aperto della figura, in particolare troviamo un verso di Isaia 48,17 che in italiano recita “Dice il Signore tuo redentore, il Santo di Israele < Io sono il Signore tuo Dio che ti insegno per il tuo bene, che ti guido per la strada cui devi andare>” .  Nell’altra pagina invece troviamo il versetto di Giovanni 3,8 che in italiano recita “ Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è si chiunque è nato dallo Spirito”.

 Bisogna spendere qualche parola sulla volta del cappellone che esibisce una ricca decorazione fatta di sfondati architettonici e di intriganti particolari che accerchiano il quadrone centrale dove vi è raffigurata la “Discesa dello Spirito Santo sopra la Madonna e gli Apostoli”  (nota anche come “La Pentecoste”); l’assenza di documenti però non permette di attribuire con certezza l’opera, ma la qualità dei suoi tratti e le analogie di genere permettono di conferirla all’artista di origine romana Gaspare Fumagalli.

E’ noto inoltre che nel 1758 la nuova volta della navata venne affrescata dal pittore palermitano Crispino Riggio che nella stessa chiesa aveva già  realizzato la pala d’altare di “San Diego d’Alcalà” ( conosciuta anche come “La Madonna del lume”).

Tra gli importanti affreschi del santuario troviamo inoltre il “Matrimonio mistico di Santa Caterina d’Alessandria”, la raffigurazione di  “San Isidoro agricoltore” e “San Gaetano di Thiene “, eseguiti nel 1775 dal pittore gangitano  Matteo Garigliano, contornati dalla decorazione su disegno di Gandolfo Felice Bongiorno, noto architetto degli omonimi baroni.

 Tante sono le Feste che durante l’anno si celebrano nel Santuario, la più importante è quella del LUNEDI’ DI PENTECOSTE. E’ in questa festa  che  circa 40 statue di Santi vengono portate in spalla in processione da tutto il popolo gangitano. Il corte parte dalla Chiesa Madre e via via si associano tutte le altre statue provenienti dalla altre numerose chiese del Borgo fino a giungere al sacrato del Santuario. In questi Santi i fedeli si sono da sempre riconosciuti, si identificano e sono per loro i modelli della vita evangelica realizzata che sono invitati a  percorrere. Arrivati nello spiazzale del Santuario i Santi esprimono il loro giubilo e la loro letizia riconoscendo lo Spirito Santo l’artefice della loro santità, indicando a tutto il popolo che è Lui che ci permette di vivere da creature nuove ed è Lui che ci ricorda che la meta del nostro pellegrinaggio è la celeste Gerusalemme, dove potremo vivere tra gli angeli e i Santi  godendo e contemplando il volto luminoso di Dio Padre rivelato a noi da Cristo Gesù e che lo Spirito ci ricorda durante il nostro pellegrinaggio terreno.